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Internet sta diventando tutto uguale. E noi sempre più spettatori?

C'è stato un periodo in cui bastava guardare una schermata per capire quasi immediatamente dove ci trovavamo. YouTube era fatto di video, Instagram di fotografie, Facebook aveva i post degli amici, Twitter i suoi messaggi brevi, Reddit le discussioni e le community, mentre chat e forum avevano dinamiche ancora diverse.

Oggi provate ad aprire cinque applicazioni una dopo l'altra e, per qualche minuto, fate finta che non esistano loghi e nomi.

Video verticale. Scorri.

Un altro video. Scorri ancora.

Qualcuno che non segui ma che, secondo l'applicazione, potrebbe interessarti. Una pubblicità. Una reaction. Un altro video. Un contenuto suggerito. Qualcosa che non avevi cercato ma che, già che è lì, finisci comunque per guardare.

A un certo punto indovinare quale applicazione abbiamo davanti potrebbe essere meno facile di quanto immaginiamo.

Instagram ha preso i video, YouTube ha preso i video corti, Facebook ha i Reels, TikTok ha progressivamente allargato quello che possiamo pubblicare e il modo in cui possiamo comunicare, Reddit è diventato molto più ricco e visuale rispetto al semplice aggregatore di link e discussioni che molti continuano ad avere in mente. Nel frattempo le piattaforme nate soprattutto intorno alle community hanno aggiunto streaming, video, contenuti, reaction e funzioni che qualche anno fa avremmo associato a servizi completamente differenti.

Ognuno continua ad avere le proprie caratteristiche, naturalmente, ma i confini sono diventati molto meno netti.

E persino un mondo apparentemente lontanissimo da questa corsa come IRC ogni tanto guarda quello che succede fuori e pizzica qualche idea qua e là.

Le reaction ai messaggi ne sono un buon esempio. Cuoricini, pollici, faccine: siamo talmente abituati a reagire a qualsiasi cosa venga pubblicata online che alla fine quella stessa idea è arrivata anche nei protocolli e nei client IRC più moderni.

Servivano davvero le reaction su IRC?

Probabilmente l'umanità sarebbe riuscita ad andare avanti anche senza. 😄

Però è altrettanto vero che, una volta che possiamo rispondere a una battuta con una faccina senza aggiungere l'ennesima riga alla conversazione, diventa difficile sostenere che siano completamente inutili. E soprattutto sono un piccolo esempio di quello che sta succedendo un po' ovunque: le buone idee, o almeno quelle che piacciono agli utenti, finiscono inevitabilmente per viaggiare da una piattaforma all'altra.

Non c'è necessariamente niente di sbagliato. Sarebbe persino strano il contrario. Se milioni di persone dimostrano di apprezzare un determinato modo di comunicare, prima o poi qualcun altro proverà a portarlo anche a casa propria.

La cosa interessante è che, mentre le piattaforme diventano sempre più simili tra loro, anche noi abbiamo cominciato a utilizzarle in modi sempre più simili.

Siamo diventati tutti un po' spettatori

Possiamo passare mezz'ora su TikTok senza aver mai pubblicato un video. Possiamo aprire Reddit tutti i giorni, conoscere perfettamente tre subreddit e non aver scritto un post in vita nostra. Possiamo essere iscritti da mesi a un gruppo Facebook, sapere chi sono gli utenti che intervengono più spesso, conoscere persino qualche piccola rivalità interna e non aver lasciato neppure un commento.

Succede su Discord, nei forum e praticamente in qualsiasi community abbastanza grande da poter essere interessante anche soltanto da leggere.

E naturalmente succede anche nelle chat.

Ci sono persone che entrano, leggono quello che succede e intervengono talmente poco che a un certo punto smetti quasi di considerarle parte della conversazione. Quel nickname è sempre lì, immobile nella lista utenti, giorno dopo giorno.

Dopo un po' cominci persino a farti delle idee.

Sarà un bouncer.

Sarà un bot.

Sarà qualche strano servizio dimenticato lì da qualcuno cinque anni fa.

Poi un pomeriggio, senza alcun preavviso, scrive.

E scopri che è vero. 😂

Non solo è una persona vera, ma magari sa perfettamente chi siete, conosce le battute ricorrenti del canale e si ricorda persino della discussione che avete fatto tre giorni prima. Semplicemente, mentre voi parlavate, lui leggeva.

Questa figura su Internet ha da sempre un nome: lurker, la persona che frequenta uno spazio online osservando molto e partecipando poco o per niente.

La cosa curiosa è che oggi viene quasi da chiedersi se il lurker sia ancora una categoria particolare di utente o se, almeno in certi momenti, non siamo diventati tutti un po' lurker.

Ma qualcuno deve pur scrivere qualcosa

Il meccanismo funziona benissimo fino a quando ci ricordiamo di un piccolo dettaglio: quello che stiamo guardando deve essere stato creato da qualcuno.

Se tutti guardassimo TikTok senza pubblicare nulla, dopo un po' avremmo finito i video.

Se tutti leggessimo Reddit senza aprire discussioni o lasciare commenti, non avremmo più niente da leggere.

Se ogni membro di un gruppo Facebook aspettasse che fosse qualcun altro a pubblicare qualcosa, avremmo costruito un bellissimo gruppo pieno di persone che non hanno assolutamente niente da dirsi.

E in chat la cosa diventa ancora più evidente.

Immaginiamo cento persone collegate nello stesso canale. Ognuna guarda la lista utenti, vede altre novantanove persone e pensa:

"Ma qui non parla nessuno?"

Il problema è che probabilmente altre novantanove persone stanno pensando esattamente la stessa cosa.

Le community online hanno sempre avuto una sproporzione tra chi osserva e chi partecipa. C'è chi scrive tantissimo, chi interviene ogni tanto, chi compare soltanto quando si parla di un determinato argomento e chi sembra essersi assunto personalmente il compito di produrre metà dei messaggi dell'intera community.

Poi c'è quella grande quantità di persone che legge.

E va benissimo così.

La differenza è che le piattaforme moderne sono diventate incredibilmente brave a rendere piacevole anche soltanto guardare. Non abbiamo più bisogno di fare qualcosa per avere qualcosa da fare.

Tutto assomiglia sempre più a un feed

Forse è anche per questo che il feed sembra essere diventato una specie di lingua comune di Internet.

Funziona.

Ci mette davanti una successione potenzialmente infinita di cose da guardare e cerca di evitare quel momento pericolosissimo nel quale potremmo alzare gli occhi dallo schermo e pensare: "Va bene, e adesso?"

Quando una piattaforma trova una formula che funziona così bene, è inevitabile che le altre la osservino.

I video verticali sono probabilmente l'esempio più evidente, ma il fenomeno è molto più ampio. Le piattaforme social aggiungono funzioni da community, quelle dedicate alle community aggiungono funzioni social, i servizi video aggiungono post e commenti, quelli fotografici aggiungono video, quelli basati sul testo aggiungono immagini, streaming e reaction.

Persino IRC, che continua tranquillamente a presentarsi con una finestra piena di righe di testo come se intorno non fosse successo assolutamente niente negli ultimi trent'anni, ogni tanto si gira, guarda quello che stanno facendo gli altri e sembra pensare:

"Va bene, questa magari ce la prendiamo."

E arrivano le reaction.

Poi magari continueremo a discutere per altri dieci anni se servissero davvero, ma intanto sono arrivate. 😄

Alla fine non è tanto una questione di chi abbia copiato chi. Internet ha sempre funzionato anche così: qualcosa funziona in un posto, viene reinterpretato in un altro e dopo qualche anno ci sembra talmente normale da non ricordarci più dove l'abbiamo visto per la prima volta.

Il risultato, però, è curioso: possiamo passare da una piattaforma all'altra e continuare a fare più o meno la stessa cosa.

Apriamo qualcosa, guardiamo cosa sta succedendo e aspettiamo che arrivi il prossimo contenuto.

Essere spettatori non significa essere assenti

C'è però un errore che sarebbe facile fare: pensare che chi non scrive non faccia davvero parte di una community.

Non è così.

Ci sono persone che frequentano uno spazio online per anni intervenendo pochissimo e che, nonostante questo, lo conoscono perfettamente. Riconoscono i nomi, capiscono le battute, sanno chi è arrivato e chi non si vede da un po', conoscono le discussioni ricorrenti e probabilmente sanno anche quali argomenti sarebbe meglio non tirare fuori per evitare di assistere alla sedicesima replica della stessa guerra.

Magari non amano esporsi. Magari non hanno niente da aggiungere in quel momento. Oppure, molto più semplicemente, dopo una giornata trascorsa a parlare con persone nel mondo reale hanno voglia di aprire Internet e lasciare che per un po' siano gli altri a parlare.

Non c'è niente di strano e soprattutto non c'è niente di sbagliato.

Una community ha anche un pubblico e quel pubblico ne fa parte. Senza persone che leggono, gran parte di quello che scriviamo avrebbe pochissimo senso.

Il problema nasce soltanto quando tutti aspettiamo che sia qualcun altro a fare il primo passo.

Ogni tanto vale ancora la pena scrivere qualcosa

C'è una differenza sottile tra guardare un contenuto e stare dentro una community.

Un contenuto può tranquillamente esistere senza di noi. Possiamo guardarlo, chiudere l'applicazione e non aver cambiato assolutamente niente.

Una community invece, alla fine, siamo noi.

È la persona che apre una discussione su Reddit e quella che cinque minuti dopo decide di risponderle. È qualcuno che pubblica una domanda in un gruppo e quello che racconta la propria esperienza. È chi condivide qualcosa, chi fa una battuta, chi mette una reaction e, inevitabilmente, anche quello che ogni tanto scrive qualcosa che probabilmente sarebbe stato meglio tenere per sé.

Ed è anche quello che entra in una chat, vede cinquanta nickname perfettamente immobili e decide comunque di scrivere:

"Buongiorno."

Potrebbe non rispondere nessuno.

Oppure potrebbe rispondere proprio quel nickname sospetto che pensavamo fosse un bot da sei mesi.

A quel punto, almeno, avremo risolto un mistero. 😄

Internet è diventato straordinariamente bravo a darci qualcosa da guardare. Le piattaforme imparano continuamente l'una dall'altra, le loro funzioni si sovrappongono e anche gli angoli più tradizionali della rete ogni tanto prendono in prestito qualche idea dal vicino.

Nel frattempo noi siamo diventati bravissimi a osservare.

E va bene anche così.

Purché ogni tanto qualcuno si ricordi di scrivere qualcosa.

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