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I troll non sono tutti uguali: i personaggi che prima o poi incontrerai in chat

Chi frequenta una chat da qualche giorno forse non li ha ancora incontrati. Chi la frequenta da qualche anno, invece, li riconosce quasi al primo messaggio.

Quando si parla di troll si pensa spesso a una sola figura: qualcuno che entra, provoca e se ne va. In realtà il mondo dei troll è molto più vario. Ognuno ha il suo modo di attirare l'attenzione, creare tensioni o mettere alla prova la pazienza degli altri utenti.

La buona notizia è che, una volta imparato a riconoscere questi comportamenti, è anche più facile non cadere nelle provocazioni.

Naturalmente ogni persona è diversa e nessuno può essere ridotto a un'etichetta. Quelli che seguono sono semplicemente alcuni degli "archetipi" che, prima o poi, capita di incontrare in quasi tutte le community online.

Ogni riferimento a persone realmente esistenti è puramente casuale... oppure no.

Il provocatore

È il troll nella sua forma più classica.

Entra in una conversazione e dice esattamente la cosa che farà discutere. Non gli interessa avere ragione e spesso nemmeno l'argomento della discussione. Vuole solo vedere quante persone riuscirà a coinvolgere nella polemica.

Più utenti rispondono, più lui si diverte.

L'erotomane

Per lui qualsiasi canale sembra quello giusto per cercare un approccio.

Bastano pochi minuti perché una normale conversazione si trasformi in una raffica di domande personali, allusioni, doppi sensi o proposte decisamente fuori luogo.

Quando i moderatori gli ricordano che non si trova in un canale per adulti e lo invitano a cambiare atteggiamento, quasi sempre promette di smettere. Dopo qualche minuto, però, ricomincia con qualcun altro.

Il copione è quasi sempre lo stesso: richiamo, nuova provocazione, altro richiamo... fino a quando, inevitabilmente, arriva il ban.

Il moralizzatore

È quello che ripete continuamente che "la chat è morta", che "una volta era meglio", che "qui state tutti tutto il giorno" oppure che "chi chatta non ha una vita".

La parte divertente è che, molto spesso, lui è collegato ogni giorno da anni.

Probabilmente è uno degli utenti più presenti dell'intera community.

L'amministratore immaginario

Dice di conoscere tutti.

È amico dei fondatori, parla direttamente con gli amministratori, sostiene di avere contatti con gli operatori e lascia intendere di poter far bannare chiunque quando vuole.

Ogni tanto minaccia provvedimenti imminenti o racconta di conoscere retroscena riservatissimi.

Peccato che, nella realtà, nessuno dello staff abbia la minima idea di chi sia.

Il segnalatore seriale

Per lui qualsiasi messaggio merita una segnalazione.

Una battuta, una discussione, una frase fuori posto, un saluto scritto male... tutto diventa motivo per coinvolgere i moderatori.

A volte lo fa in buona fede, convinto che ogni piccolo problema debba essere risolto dallo staff. Altre volte è semplicemente diventata un'abitudine.

Il segnalatore per vendetta

Diverso è chi utilizza le segnalazioni come arma personale.

Dopo un litigio, un rifiuto o una discussione, ogni occasione diventa buona per cercare di mettere nei guai quella determinata persona.

Non cerca di migliorare la community.

Vuole soltanto vincere una battaglia personale.

Il fake

È uno dei personaggi più antichi delle chat.

Si presenta con un'identità completamente inventata. Cambia sesso, età, città, professione... tutto.

A volte lo fa per gioco, altre per attirare attenzioni, manipolare gli altri utenti o costruire relazioni basate su una persona che, semplicemente, non esiste.

Prima o poi, però, le contraddizioni iniziano ad accumularsi e il castello di carte finisce quasi sempre per crollare.

Il multinick

Quando nessuno gli dà ragione... improvvisamente compaiono altri nickname.

Curiosamente sembrano pensarla tutti esattamente come lui.

Che siano davvero persone diverse oppure no, spesso è difficile stabilirlo. Quello che cambia raramente è l'obiettivo: dare l'impressione che la maggioranza sia dalla sua parte.

Il "so tutto io"

Qualunque sia l'argomento, lui ha sempre la risposta.

Corregge gli altri, interviene in ogni discussione e difficilmente ammette di aver sbagliato.

Più che partecipare a una conversazione, sembra voler sostenere un esame... agli altri.

Il perseguitato

Questo è uno dei personaggi più particolari.

È convinto che qualsiasi cosa accada nella chat riguardi lui.

Due utenti parlano tra loro? Sicuramente stanno parlando di lui.

Un moderatore richiama qualcuno? Era chiaramente un messaggio rivolto a lui.

Qualcuno cambia argomento? È un modo per escluderlo.

Ogni evento diventa la conferma di una teoria che esiste soltanto nella sua testa.

Il troll paziente

È probabilmente il più difficile da riconoscere.

Per giorni, a volte per settimane, si comporta come un normale utente. Partecipa alle conversazioni, scherza e sembra perfettamente integrato.

Poi, lentamente, inizia a riportare frasi fuori contesto, creare piccoli malintesi e mettere gli utenti uno contro l'altro.

Quando la discussione esplode, lui è già pronto a fare un passo indietro e osservare il risultato.

Il professionista della lamentela

Qualunque decisione venga presa, per lui è sempre quella sbagliata.

Se un moderatore interviene, è troppo severo.

Se non interviene, significa che "qui non controlla nessuno".

Se una regola esiste, è inutile.

Se una regola cambia, "si stava meglio prima".

L'importante non è trovare una soluzione. È avere sempre qualcosa di cui lamentarsi.

Il troll esiste solo nelle chat?

Assolutamente no.

Le chat esistono da decenni e, con loro, anche questi comportamenti. Oggi possiamo incontrarli praticamente ovunque: nei social network, nei gruppi di messaggistica, nei forum, nelle piattaforme di gioco online e perfino nei commenti sotto gli articoli dei giornali.

Cambiano gli strumenti, ma il meccanismo rimane sempre lo stesso: attirare l'attenzione, creare tensioni o trasformare una normale conversazione in un litigio.

Come si affronta un troll?

Esiste una regola che continua a funzionare dopo tanti anni: non regalargli ciò che sta cercando.

Un troll vive delle reazioni degli altri. Più persone rispondono, discutono o si arrabbiano, più sente di aver raggiunto il suo obiettivo.

Per questo motivo, nelle community ben gestite, il consiglio è quasi sempre lo stesso: non alimentare le provocazioni e, quando necessario, lasciare che siano i moderatori a intervenire.

Dietro ogni nickname c'è una persona

Vale però la pena ricordare una cosa.

Non ogni utente fastidioso è necessariamente un troll. C'è chi è inesperto, chi si esprime male, chi sta vivendo una giornata difficile o semplicemente non conosce ancora le regole della community.

La differenza sta nell'atteggiamento.

Chi sbaglia in buona fede, di solito ascolta i consigli e cambia comportamento. Il troll, invece, continua deliberatamente a provocare, anche dopo richiami e spiegazioni.

Ed è proprio per questo che una buona moderazione non serve a "vincere contro i troll", ma a proteggere tutte quelle persone che entrano in chat con un obiettivo molto più semplice: fare due chiacchiere, conoscere qualcuno e trascorrere il proprio tempo in serenità.

E chissà... magari, leggendo questo articolo, ti è venuto in mente almeno un nickname per ognuno di questi personaggi.

Se è successo, significa che le community online, in fondo, sono molto più simili tra loro di quanto immaginiamo.

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